Carlo Poggio nasce acquario nella Villa delle Rose ad Alessandria ed i genitori Olga e Pino lo amano subito, ricambiati, e lo fotografano adagiato su un cuscino, sul tavolo in giardino. Fin dalla più tenera età prova interesse per la vita dell’azienda, attratto dai racconti del nonno Quattrocchio. All’età di quattro anni il nonno gli fa confezionare una tuta da operaio e Carlo entra in azienda. Il nonno costruisce un triciclo/furgone Quattrocchio, su misura per lui, col quale il piccolo Carlo, insieme alla mamma ed alla sorella, si mette in mostra sulla riviera italiana, diventando testimonial dell’azienda.
Mamma e Papà portano spesso il piccolo Carlo in Toscana ed egli, pur dando segni di insofferenza alla visita di tante chiese, torri e musei, ne rimarrà poi profondamente segnato. Carlo Poggio si laurea in Giurisprudenza con tesi di economia politica nell’Università di Genova ed anche per reazione alla noia provata, si butta a lavorare a capofitto nell’azienda insieme al papà Pino. Attraversando una notte Place Vendome decide che vuole realizzare qualcosa che metta a frutto il know-how dell’azienda, combinato col ricordo delle architetture pisane e con l’emozione dei primi viaggi a New York. Insieme con Beppe Gallini e con i designers De Pas, D’Urbino, Lomazzi, mette a punto un prodotto unico nel suo genere, una sorta di sistema architettonico, rivisto in chiave industriale, un meccano per adulti ed architetti col quale progettare e costruire spazi di lavoro, di esposizione e di vita modulabili all’infinito.
Nel 1983 fonda il marchio ZERO. Nel 1988 apre la succursale Zero US Corp. nel Rhode Island. Nel 1992 apre lo showroom Zero Soho a New York ove riceverà il riconoscimento di essere stato uno degli uomini che hanno contribuito a migliorare culturalmente e con creatività la vita di New York. Diviene membro onorario dell’Art Directors Club di New York. Nel 1995 crea il marchio ZERODISEGNO realizzando insieme a De Pas, D’Urbino e Lomazzi, Santachiara, Pesce e Rashid collezioni di mobili e complementi di design che sfilano sulle passerelle del pret-à-porter insieme a modelle vestite Versace e Dolce & Gabbana.
Nell’anno 2000, Carlo Poggio con i suoi marchi è sponsor ufficiale dell’architettura americana alla Biennale di Venezia e diventa subito dopo International Sponsor dei Guggenheim Museums. Nel 2001 crea il marchio Nobody’s Perfect che contraddistingue la collezione realizzata con Gaetano Pesce. Nel 2002 parte il progetto Arte e Design che genera oggetti straordinari in edizione limitata, frutto della collaborazione con grandi creativi quali pesce, Alessandro Mendini, Ferreri, Mimmo Rotella. Nel 2008 fonda la Carlo Poggio Design. Nel 2010 il Ravello Festival dedica una delle quattro sezioni, quella del Design, interamente al lavoro svolto da Carlo Poggio e Zerodisegno, dal titolo “Madness is freedom”.
Nel 2011 realizza la collezione “L’Italia ricomincia da ZERO” con 10 Maestri del design internazionale, ove il design acquista una forte connotazione politica. Con Carlo Poggio lavorano ed hanno lavorato Giuliano, Alfredo, Giovanni, Giacomo, Italo, Hanna, Ornella, Maria ed un’équipe di collaboratori animati dallo stesso entusiasmo del capo che ha contagiato anche artisti, designers, grafici e fotografi famosi. Opere e prodotti realizzate da Carlo Poggio e Zerodisegno sono presenti nelle collezioni permanenti di molti fra i musei più importanti del mondo, fra i quali: Brooklyn Museum, Denver Museum, Die neue Sammlung, Munich, Museum of Modern Art, Philadelphia, Musée des Arts Decoratifs, Palais du Louvre, Wolfsonian Museum, Miami, Schirn Kunsthalle, Frankfurt, Design Museum London, Victoria and Albert Museum, London.
Carlo Poggio dedica una parte del suo tempo alla formazione dei giovani, con frequenti lezioni e lectures nelle facoltà di architettura ed in master di design management sia in Italia che all’estero. Carlo Poggio è un collezionista di emozioni fra le quali ricordiamo quelle date da: la prospettiva, i sorrisi enigmatici, le donne anfora, la corrente del golfo, il pesce luna, le affinità elettive, le scollature audaci, la Torre di Pisa, i temporali improvvisi. Carlo Poggio ha un figlio, Niccolò, di cui è orgoglioso ed una moglie indomita, Carla, che stampa la sua ombra su di un rosaio senese.